L’Agenzia delle Entrate ha rilasciato importanti novità sul Decreto Rilancio, a favore di imprese e lavoratori autonomi. Vediamo nel dettaglio quali sono.

Società in liquidazione

La possibilità di usufruire del contributo in esame delle società in liquidazione volontaria è strettamente connessa alla data di avvio della liquidazione stessa, che essa sia precedente o successiva allo stato di emergenza COVID-19 (31/01/2020). Non c’è possibilità, infatti, di ricevere il contributo per le società la cui procedura di liquidazione è iniziata prima del 01/02/2020; al contrario, le società che hanno avviato questa procedura dall’01/02/2020 hanno la possibilità di accedere al bonus. 

Partite IVA

Una delle novità sul decreto rilancio riguarda il contributo spetta anche a soggetti la cui partita IVA è stata aperta successivamente al 31/12/2018, a prescindere dalla data di effettivo inizio dell’attività e a soggetti che hanno aperto la partita IVA entro tale data ma hanno iniziato a svolgere effettivamente l’attività nel corso del 2019.

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Imprese in difficoltà

Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato di aprile 2019; nel caso in cui il fatturato sia pari a zero sia nel mese di aprile 2019 sia nel mese di aprile 2020 il contributo non spetta, posto che “non si può considerare soddisfatto il requisito del calo del fatturato”. Va tuttavia considerato che il contributo è comunque riconosciuto nel caso in cui il soggetto ha iniziato l’attività a partire dall’01/01/2019.

L’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che il contributo non spettava a imprese già ‘in difficoltà’ al 31/12/2019; tale regola è però “derogata”, con conseguente spettanza del contributo, per le micro/piccole imprese anche se “in difficoltà” al 31/12/2019.

Modalità di restituzione del contributo

Come accennato, ai fini del riconoscimento del contributo il soggetto interessato deve presentare un’apposita domanda tra il 15/06/2020 e il 13/08/2020. Qualora, dopo aver ricevuto conferma dell’accoglimento della domanda, il soggetto presenti una rinuncia del contributo prima dell’accredito sul c/c bancario o postale, non sono applicabili sanzioni; nel caso in cui la presenti successivamente all’accredito, sono dovuti gli interessi e la sanzione dal 100% al 200%.